Don't touch my Brain!

WARNING: here you can find many spots. The first is me, the least is me and in the middle there is some fog about the world...I dream only to understand!
mercoledì, 10 gennaio 2007

Come insabbiare le verità anche se non sono affatto scomode. Capitolo 1: NIgeria v.s. Pipe Line del petrolio.

Questo è il primo capitolo di una storia che non so ancora quanto sarà lunga...E' la storia del perchè e del come siamo diventati assuefatti alla pratica delle tre Scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. Succede, infatti, tutti i giorni che, pur ritenendoci assolutamente onesti, siamo in grado di insabbiare anche la più innocua delle verità! Succede che diciamo delle cose, non ci ricordiamo di averle dette oppure le riteniamo poco importanti e proprio queste cose dimostrano la nostra incapacità di svincolarci dall’omertà di riflesso. Proprio così, OMERTA’ DI RIFLESSO è le piaga che sta soffocando il mondo e nessuno di noi ne è immune. Questa storia  A PUNATE vuole dimostrare quanto la pratica dell’insabbiamento che critichiamo continuamente e con forza faccia, invece, profondamente parte del nostro inconscio e delle nostre vite.

 Leggete questo:

<Non conosciamo i tre uomini tenuti in ostaggio in Nigeria, perché quello che in modo colloquiale viene chiamato “Paese del Petrolio” è, in realtà, una regione grandissima che occupa tutto il Delta del Niger (zona sud – est del paese) e le direttive delle compagnie petrolifere, ormai  da settembre, ci impediscono di uscire dai confini del campo nel quale lavoriamo>. A parlare sono due ingegneri che si occupano della costruzione di Pipe-Line in giro per il mondo e in questo momento lavorano in Nigeria. <Fino alla metà di agosto _ spiega uno di loro _ si poteva girare senza grandi problemi anche se accompagnati da autista e guardia armata, da settembre in poi, a causa della crescente pericolosità di alcune zone, possiamo uscire solo per motivi strettamente lavorativi. Noi, infatti, come tutti i dipendenti delle Oil Company che si trovano in quella regione, siamo stanziati in un compound, cioè un campo base, recintato e sorvegliato 24 ore su 24 da guardie armate. Il campo è diviso in due sezioni, quella dei moduli abitativi e quella degli uffici e non possiamo muoverci di lì>. I due lavorano nello stato di Bayelsa e più precisamente a Port Arcourt, città balzata agli onori della cronaca a metà dicembre per l’esplosione di due autobombe che, per fortuna, non hanno provocato vittime ma soltanto danni. <Non abbiamo paura _ afferma l’altro _ perché nel campo non si corrono rischi di alcun genere. Certo, a lungo andare ci si sente un po’ come in carcere, ma almeno si è protetti. Bersaglio dei rapitori, sono infatti, i bianchi ed in particolare quelli che lavorano per le Oil Company perché vengono associati alla ricchezza. Credo che le questioni ambientali spesso portate a giustificazione dei rapimenti si possano considerare infondate, chi rapisce non vuole altro che i soldi. E’ anche difficile che i rapimenti siano messi in pratica in modo violento: di solito ti fermano, ti portano via e ti fanno telefonare alla compagnia per il riscatto. A parte il caso degli ultimi tre italiani, infatti, di solito si parla di rapimenti lampo>. <Sono sotto tiro _ aggiungono _ anche gli stessi nigeriani dipendenti o manager delle compagnie petrolifere. Resta però il fatto che, almeno per noi, il rischio non è tale da mettere in discussione il lavoro, o meglio, ci penserei due volte solo se dovessi trovarmi fuori dal campo>. Anche i guadagni, affermano i due, non possono essere messi in discussione: non sono cifre astronomiche, ma di certo più alte rispetto a quelle che guadagnerebbero in Italia. Il progetto a cui gli ingegneri lavorano in Nigeria sarà finito nel corso di questo 2007, ma ci sono molte altre zone <calde> in cui si fanno progetti di costruzione di Pipe-Line del petrolio, del gas o dell’acqua. <Nel giugno scorso sono stato nei territori della Striscia di Gaza per definire il tracciato di un metanodotto. La zona era a 4 o 5 chilometri di distanza da dove venivano sparati i razzi diretti in Libano, ma se devo essere sincero, non ho percepito molto il pericolo. Diverso è quando riesci a stare a contatto con la popolazione perché allora, in quel caso, capisci quali sono i reali problemi politici. Io però sono un ingegnere e, come tale faccio il mio lavoro. Posso dire comunque che in quella zona il principale problema mi pare quello dell’acqua, posseduta in abbondanza dal Libano e scarsa in Israele>. Tornando alla questione Nigeria i due concludono dicendo che <probabilmente la situazione peggiorerà un po’ in futuro anche in previsione del fatto che ad aprile ci saranno le elezioni. E, forse, aumenteranno anche le nostre restrizioni>.

Ho ovviamente tolto i nomi e la ragione sociale dell’azienda per cui i due ingegneri lavorano, che nell’originale erano citati, ma soltanto per questioni di rispetto!!!! Quello che mi interessa, non è comunque la denuncia di ciò che accade in Nigeria, perché questo comporterebbe ricerche di altro genere, bensì quello che loro non dicono in quest’intervista! E’ accaduto, infatti, che quando ho chiesto ad uno dei due la possibilità che mi fosse concessa quest’intervista (prima di andare di persona, infatti ho telefonato…ed era mattino!), lui ha detto “Non credo di avere problemi intorno alle 15.30 di oggi pomeriggio… così faccio anche in tempo a sentire che cosa ne pensa la dirigenza!

Tornando in redazione dall’intervista, sotto la pioggia e senza ombrello, ho avuto la sensazione che, nonostante le mie domande non fossero particolarmente incalzanti, i due fossero reticenti e mi è tornata in mente l’affermazione telefonica della mattinata: sono certa, a questo punto, che la dirigenza abbia imposto ai due ingegneri una versione dei fatti, che probabilmente nasconde qualcosa.

Ora, mi chiedo: io non ho fatto un’intervista che non mirava ad accusare chicchessia…a che pro essere reticenti?

SuperK non poteva farne a meno! 12:24 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: interni, nigeria, attualità, petrolio, libertà di stampa


giovedì, 04 gennaio 2007

Press Freedom...o la libertà di stampa intorno al mondo.

Era da un pò che pensavo di scrivere un post a proposito della libertà di stampa.....in particolare quella italiana, ma più in generale mi interessava capire quello che succede fuori dai nostri (ahi noi, poveri!) confini. Mi sa che ora è venuto il momento di muovere un passo e postare. L'ho capito stamattina quando qualcuno mi ha ringraziato per aver postato in passato la questione Politkovskajia!

Dunque comincio col darvi un pò di cifre.

Nel 2006 sono stati uccisi in giro per il mondo  81 giornalisti e 32 assistenti, 187 sono stati arrestati (pratica  ancora perpetrata non solo nei paesi dittatoriali o negli stati dove non vengono garantiti i diritti umani di base tra cui quelli di libertà di pesiero e di parola, ma anche nelle democrazie occidentali in particolare contro gli "scomodi"), 1.472 sono stati feriti e 56 sono i rapimenti. Queste cifre sono quelle ufficiali, ma dovete sapere che spesso i numeri ufficiali non considerano le categorie che si trovano a metà strada tra il giornalismo e "qualcos'altro". Mi riferisco ad esempio ai free-lance o ai documentaristi le cui vicissitudini potrebbero incrementare ulteriormente le già tristi cifre. Infine, per non faci mancare niente, nel 2006 sono stati censurati 912 prodotti mediatici di vario genere (cifra che ci fa tirare un respiro di sollievo se si pensa che è di 100 unità più bassa rispetto al 2005, ma che è comunque scandalosa se si pensa che siamo nel 2006).
Come sapete già il paese più pericoloso per i professionisti dell'informazione è l'Iraq, ma forse non sapete che lo seguono a ruota, udite udite, il Messico e la Colombia dove sono morti ammazzati (in circostanze, ovviamente, misteriose!) di recente 9 giornalisti che si occupoavano di traffici di droga o omicidi irrisolti. Infine voglio farvi notare che la Russia di Putin (quindi dal 2000 ad oggi) ha visto morire in circostanze altrettanto patetiche, 3 giornalisti che si occupavano delle vicende relative
all'influenza di Mosca sugli stati satellite e all'uso che la Russia fa dell'esercito e del KGB in casi come quello della Cecenia.
Tutto questo per non parlare di quello che succede in rete. Blogger scomodo e Cyber-dissidenti vengono costantemente arrestati, non solo in stati come l'Iran o la Siria, ma anche in Egitto, america latina e credo di poter aggiungere di mio pugno tutte le altre floride democrazie occidentali che non sono da meno; i siti vengono costantemente monitorati dai server (che, guarda caso fanno capo a grandi compagnie multinazionali, che a loro volta fanno capo ai governi....l'ho detto, tanto lo sappiamo tutti!) ed oscurati all'occorrenza. Ma, ovviamente, di questi ultimi non si hanno cifre.


Nella classifica stilata da Reporter senza Frontiere  e che riguarda la libertà di stampa in giro per il mondo, noi accomodanti e sorridenti italiani siamo al 40° posto: una vergogna che fa rabbrividire. Prima di noi anche Mali e Panama, oppure Corea del Sud ,Ghana, Namibia, Benin, Lituania, Ungheria e Repubblica Ceca.

Gli Stati Uniti, invece, si classificano al 53° posto, a parimerito con la Croazia e il Botswana....e dicono ancora di essere la più grande democrazia del mondo!!!!!!!!!!!!!!!!
Pausa Risata concessa a tutti i lettori.......
Grazie a Dio però, l'America possiede una tradizione giornalistica (derivatagli da quella anglosassone) che si fonda in gran parte giornalismo d'inchiesta e sui free-lance quindi il dato che la porta al 53° posto va ridimensionato pensando che le classifiche vengono solitamente stilate con i dati ufficiali e non con quelli ufficiosi dei canali informativi usati da questo genere di giornalismo.

L'Italia invece NO!!!!
Il nostro giornalismo deriva, infatti, in gran parte dalla tradizione dei fogli di partito ed è per lo più fatto da persone che se ne stanno sedute davanti ad uno schermo e fanno "copia-incolla" con i documenti ufficiali che gli arrivano in posta elettronica. Non tutti, s'intende.....ma la grande parte delle testate italiane è composta di giorno in giorno in questo modo. Lo sforzo più grande che si fa, di solito, è quello di telefonare al soggetto e chiedere i chiarimenti del caso. Questo perchè i vecchi fogli di partito (di cui oggi si può trovare un rigurgito ne L'Unità o nel Secolo D'Italia, che infatti sono un insulto all'intelligenza di chiunque....) davano soldi ai giornalisti che scrivevano quello che il partito aveva l'interesse fosse scritto. Ad oggi nulla è cambiato. A parte la patetica polemica dei fondi ai giornali di partito (che considero una pratica assolutamente medievale), infatti, tutti i quotidiani italiani e giornalisti in essi impiegati sono alle ossequiose dipendenze degli editori....e, se vogliono continuare a prendere lo stipendio, non possono fare altrimenti.
La questione, però, diventa un circolo vizioso se si pensa che la gente legge ancora i giornali.
Accade, infatti, che essendo il giornale un'azienda e non una onlus sociale ha la necessità di incrementare i fatturati e, quindi, sottostare alla legge del mercato che oggi si chiama "Customer Satisfaction"....SODDISFAZIONE DEL CLIENTE!
Esempio: io odio i concorsi di bellezza e le miss perchè mi da fastidio intervistare delle ragazzine presuntuose che non hanno altro da fare nella vita che sognare di fare la velina; odio la televisione perchè mi da fastidio che un deficente qualunque guadagni fior di soldoni per stare immezzo ad un gruppo di deficenti come lui  da Maria De Filippi....Vorrei invece poter uscire da questo ufficio e capire perchè i ragazzi cadono in depressione, quanti bambini vengono abbandonati e perchè ci sono camion targati Napoli che prelevano l'immondizia da questa zona e poi se ne vanno....ma non posso farlo perchè i miei superiori non me lo permettono e perchè il lavoro non funziona così. Non posso farlo perchè se sbatti in prima pagina le tette di una starlette qualunque la gente compra il giornale (cioè, c'è davvero gente che va in edicola e compra porcherie simili a Eva3000!!!!!!!), mentre se fai un'inciesta sul problema delle barriere architettoniche in città la maggioranza dei lettori volta pagina.Quindi o lavoro così o...Punto e Basta.

Ecco perchè siamo al 40° posto della classifica: perchè fino a qualche anno fa in Rai non venivi assunto se non eri democristiano, e se lo eri, potevi essere assunto anche senza qualifiche di alcun genere!!!!!!!!!


PRESS FREEDOM BAROMETER 2007:
0 0 139 4 60
Journalists killed Media assistants killed Journalists imprisoned Media assistants imprisoned Cyberdissidents imprisoned


(FONTI: Reporter senza Frontiere, Storia del Giornalismo - Einaudi)
SuperK non poteva farne a meno! 15:14 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
categoria: esteri, giornalismo, attualità, libertà di stampa


Essenza

Utente: SuperK
Nome: Francesca
As you like it...è il titolo della mia vita. Le pagine del libro sono in gran parte ancora bianche, ma quelle già scritte non potrebbero essere diverse da come sono (As you like it...)!

Play me...

<BGSOUND src="http://www.micheleacampora.it/musica/01%2DSet%20I%20%2D%20I.%20Minueto.mp3">

Lo pensavo davvero...

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Solo se...

Un comodino polveroso:


I. Allende, La Casa Degli Spiriti
Feltrinelli


J. K. Rowling, Herry Potter e i Doni della Morte
Salani


J. Coe, Donna per Caso Feltrinelli

SIETE PASSATI PER SBAGLIO IN...

*loading*

Push it...

  • Powered by Splinder

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami



L'Italia ripudia le mafie: NON LASCIAMOCI SOLI - www.ammazzatecitutti.org