Quando ciò che appare legale è in realtà regolato dall'illegalità, quando gli equilibri di potere non posso fare a meno della criminalità organizzata, quando il Sistema diventa motore unico del capitalismo, quando solo lo stesso Sistema è in grado di garantire mano d'opera (a costo zero) a tutti coloro che credono di lavorare e far prosperare le proprie aziende nella "legalità"...allora qualcuno dovrebbe cominciare a ripensare la Questione Meridionale.
Scoprirebbe così che quella Questione, in realtà, Meridionale non è!
Gomorra (Roberto Saviano, Mondadori, Milano 2006) non è la Campania o il Sud, Gomorra è il motore immobile del capitalismo, italiano, europeo e quasi quasi anche mondiale visto che ha allungato i suoi tentacoli ovunque era possibile accumulare merci e ricchezze.
E proprio "la merce", o più precisamente il suo ciclo, è il soggetto principe del reportage di Roberto Saviano: la descrizione cruda, immobile ed affilata di come la nostra Italia sia stata in grado, attraverso le connivenze perpetrate nel tempo, di dare vita ad una classe di potere sotterranea per la quale non vale il principio universale di vita, ma quello di produzione-guadagno.
Ecco spuntare, allora, un paradosso: coloro che producono le merci da immettere sul mercato, sono gli stessi che guadagnano con lo smaltimento illegale dei rifiuti, sono gli stessi che possono permettersi di sfruttare la vita degli altri perchè quest'ultima non produce guadagno di alcun genere.
La Camorra è, oggi, la forma di imprenditoria più avanzata che si conosca, è silenziosa e sa guardare più in là, è indispensabile alla vita politico-imprenditoriale della nostra Italia e sa sfruttare questo principio meglio di chiunque altro.
Saviano racconta quello che ha visto e quello che sa, non va oltre. Ricostruisce il tragico scenario nel quale niente di ciò che è legale lo è davvero, non giudica. Descrive le sue lunghe passeggiate nel cuore di una terra devastata da pallottole, ricatti e rifiuti tossici, non inventa. Nulla.
Certo, la prosa di Saviano non è avvicente, ma leggendo Gomorra non si sente la necessità dell'avventuroso. Non si ha voglia di sbirciare dalla serratura, come spesso accade a chi è abituato alla narrativa, ma soltanto di capire: tornare indietro, andare avanti e cercare i nessi che legano tra loro cose e persone.
Gomorra non è un passatempo, diventa una necessità utile a leggere ciò che anche in questo momento accade (un esempio su tutti: nessuna sindrome Nimby muove gli abitanti della Campania a protestare contro le discariche, soltanto la loro indiscussa sicurezza che a gestire tutto sia, anche questa volta, la camorra).
Gomorra non è un passatempo, è un vademecum attraverso cui rendersi una volta per tutte consapevoli di come vadano davvero le cose, a Napoli, Caserta, Milano, Venezia, Roma, Parigi, Londra, Bruxelles, Shangai, New York e Tokyo.