Sono tornata e....sono molto arrabbiata!
Per l'ennesima volta il governo ha imposto ai cittadini, attraverso la fiducia, una manovra che ha dell'improbabile. Il Dpef, per quanto smussato e rivisto per far piacere ai vari Montezemolo e Della Valle, equivale ha un'accettata per tutti noi. Non solo ma ci sono dentro strane cose...
Cominciamo dall'inizio:
Detto ciò, e comunque non credo che la lista sia completa, bisogna aggiungere che a causa degli aggiustamenti apportati, la manovra è lievitata in modo esponenziale rispetto al tetto previsto e che il parlamento non solo non ha ridotto di una sola unità il numero di fancazzisti che lo popolano, ma non si è neanche degnato di abbassare di 5 € il loro stipendio (e ci avremmo guadagnato già molto!). Anzi, in quelle sale si continuano a spendere miliardi e a mangiare nel nostro piatto: più di otto milioni e mezzo di euro in bollette per pagare gas, acqua e soprattutto energia elettrica . In questa prospettiva il parlamento italiano costa ad ogni cittadino una media di 16 euro, a fronte degli 8,1 di quello francese, dei 6,3 di quello tedesco, dei 3,8 di quello britannico.
Il nostro Parlamento, dunque, costa tanto quanto la somma delle omologhe camere in Francia, Germania, Spagna, Regno Unito. Spiegatemi ora in virtù di quale nobiliare privilegio lo stipendio medio dei dipendenti parlamentari è di 112.071 euro alla Camera e 115.419 al Senato, essendo cresciuti, in sei anni, del 12,1 il primo e del 9,7 per cento il secondo? (dal Corriere della Sera, fonte Ragioneria generale dello Stato). E con quale coraggio il Parlamento legifera in materia di pensioni quando i vitalizi parlamentari hanno già da tempo superato, in valore assoluto, il costo dei parlamentari operanti?
NB: tutto quello che ho affermato NON vuole in alcun modo essere un giudizio politico sulle parti, ma una considerazione generale. E’, infatti, vero che tutto questo avrebbe potuto farlo la destra, quella stessa destra che oggi si getta in modo ridicolo sulle piazze e lancia accuse a destra e manca, ma credo anche altrettanto vera l’affermazione per cui A NESSUNO DEI DUE GLIENE FREGA UN BENEMERITO DEI CITTADINI, OGNUNO TIRA L’ACQUA AL SUO MULINO E A RIMETTERCI PER I LORO COMODI SIAMO SEMPRE NOI!
Ho impiegato diverso tempo a capire che cosa fosse il cuneo fiscale e, di conseguenza anche a capire in che modo esso potesse essere punto cardine per la soluzione di una nuova finanziaria. Ora ho capito che questo famoso cuneo fiscale è (e lo dico più o meno perchè non sono sicura di riucire a spiegarmi come si deve) la differenza che passa tra quello che l'azienda paga per il lavoratore (busta paga + tasse + versamenti etc etc) e quello che il lavoratore trova realmente in busta paga. Prima di andare avanti dovete sapere che l'Italia è la nazione in cui il costo del lavoro (per le aziende, ovviamente) è il più caro di tutta la Comunità Europea.
Detto questo vengo al dunque. La finanziaria presentata promette di tagliare 5 punti delle spese a carico dello stato in modo da rientrare nel tetto percentuale dell'inflazione stabilito dalla UE per l'Italia. Di questi 5 punti 2 riguardano il nostro cuneo fiscale. La manovra prevede un taglio (del cuneo fiscale) che va per il 60% a favore delle aziende (cioè il datore di lavoro risparmierà il 60% della diffrenza di cui si diceva prima) e per il restante 40 % a favore del lavoratore. Questo però si verificherà soltanto per i contratti a tempo indeterminato e, dunque, dovrebbe essere una chiara spinta contro il precariato diffuso.
Fin qui ci siamo, ma il problema nasce quando si afferma che "quel 40% non andrà nelle buste paga". Ora, mi piacerebbe capire, dove andrà a finire il 40% del cuneo fiscale che, a logica, dovrebbe rappresentare un guadagno per il lavoratore?
URGONO SPIEGAZIONI
fonti: ansa, radio1, arca (agenzia di stampa quotidiana nazionale)