Don't touch my Brain!

WARNING: here you can find many spots. The first is me, the least is me and in the middle there is some fog about the world...I dream only to understand!
giovedì, 22 novembre 2007

Scusate l'interruzione...

...ma ho assistito ad uno dei peggiori spettacoli della mia piccola vita e mi devo sfogare.

Luca ArgenteroLa premessa vuole che vi dica che da qualche tempo lavoro nella redazione culturale di una importante emittente radio-televisiva della capitale e quindi mi capita speso di aver a che fare con i cosiddetti V.I.P. Questa scena si riferisce allo scorso martedì e l'oggetto è Luca Argentero, presente negli studi per la presentazione di "Lezioni di Cioccolato" (tra l'altro, film pressochè insulso). Bel ragazzo Argentero, inutile negarlo, anche simpatico a dire la verità e, cosa da non sottovalutare riguardo questi personaggi, persona gentile e molto alla mano. Ma veniamo al dunque...

...la voce si era sparsa nei piani dello studio e quando l'ho accompagnato nella sala di registrazione mi sono trovata di fronte ad uno spettacolo pietoso: dieci donne, tra i 25 e i 35 anni, che per l'occasione avevano pensato bene di ripassarsi il trucco e cambiarsi d'abito, appostate nel pianerottolo con gli occhi increduli e un filo di bava alla bocca. Lo seguivano con lo sguardo...neanche avessero avuto l'apparizione di Gesù Cristo!!!

Soltanto una cosa mi è venuta in mente quando mi sono trovata di fronte al "quadretto": HANNO RAGIONE GLI UOMINI QUANDO CI CHIAMANO OCHE!!!

E soprattutto vorrei dire una cosetta a quelle 10 OCHE (se avessero avuto tra i 12 e i 17 anni, non solo le avrei capite, ma le avrei anche aiutate a chiacchierare con lui qualche minuto...ma erano DONNE cazzarola...): se martedì in questi corridoi ci fosse stata anche la più remota delle possibilità che Argentero avesse avuto voglia di agganciare qualcuna, credete davvero che sarebbe stato così cretino da agganciare una di voi? ...Non vi ha neanche visto, parlava con l'agente quando vi è passato accanto!!!

La prossima volta, magari, sarebbe più intelligente da parte vostra fargli lo sgambetto o buttargli addosso del caffè "per errore"...piuttosto che fare la figura delle deficenti e farla fare a tutta la categoria!

SuperK non poteva farne a meno! 14:18 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: cinema, film, commento, cinema italiano, kikkasvampita, disavventure di una pischella


mercoledì, 07 novembre 2007

Quei VICERE' da non sottovalutare...

Al di là delle polemiche suscitate da questo film negli ultimi giorni, I Vicerè non è una pellicola da sottovalutare. Liberamente tratto dall'omonimo romanzo di De Roberto, del quale per altro rispetta la letteriaretà (possiede lo stesso genere di narrazione, abbozza la stessa cornice dentro la quale si situano gli eventi...), si è dimostrato un film tecnicamente onesto (e poi vedremo quali sono i difetti) e contenutisticamente potente.

A livello tecnico la pellicola soffre di una debolezza nella direzione degli attori da parte del regista (Roberto Faenza) per cui si notano incongruenze nelle varie interpretazioni. Non solo ma c'è anche una Cristiana Capotondi che pare non riuscire a liberarsi del vecchio personaggio interpretato nella fiction televisiva "Orgoglio". Particolarmente azzeccata, invece, l'interpretazione del Principe Giacomo fatta da Lando Buzzanca.

Ma ciò che più colpisce del film è la profonda contemporaneità degli argomenti, decisamente delicati, che tocca. Il trasformismo politico, i dubbi della fede, la volontà di potere, la forza dell'arroganza, la debolezza umana, le catene di certi meccanismi dalle quali è impossibili liberarsi, il compromesso insito nella volontà di riscatto…sono tutte occasioni di riflessioni sull’Italia contemporanea. <De Roberto è stato in grado di predire il futuro - ha affermato in conferenza stampa il regista, Roberto Faenza - e questo è il motivo per cui il silenzio ha “censurato” la sua opera per oltre cento anni. I Viceré, però, possiede ora la stessa potenza “distruttiva” di quando fu scritto: può incrinare i poteri e insinuare dubbi>.

 

I Vicerè

Regia Roberto Faenza

Con: Lando Buzzanca, Alessandro Preziosi, Cristiana Capotondi, Lucia Bosè e Guido Caprino

NELLE SALE – 9 NOVEMBRE 2007

 

SuperK non poteva farne a meno! 11:21 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: cultura, cinema, film, recensione, conflitti, cinema italiano, redazione culturale


domenica, 28 ottobre 2007

Se gli italiani fossero meno pressapochisti...

Si è detto che “le pellicole italiane hanno salvato la Festa del Cinema di Roma”.

Beh, ad essere sinceri, non è del tutto vero, o almeno non lo è quando prima di fare i critici si fa gli spettatori (e che questa affermazione suoni come monito alle giuste orecchie).

Cinque sono i titoli italiani presentati durante questa seconda edizione della festa: L’amour Caché, Giorni e Nuvole, La Giusta Distanza, L’uomo Privato e La Terza Madre.

 

La Terza Madre

Salterei a piè pari la discussione sull’ultimo film citato perché, diciamoci la verità, Dario Argento ha fatto il suo tempo, è diventato ripetitivo, fa parlare di lui soltanto per le trovate splatter e, in ogni caso, discutere se siano o meno “culturali” delle streghe vestite da mignotte che scendono da un aereo…mi pare offensivo verso i lettori!

 

 

LAndando, dunque, con ordine diciamo che L’Amour Caché è una pellicola durissima, a tratti quasi incredibile, che gioca tutta la sua profondità sulle immagini simboliche. Tanti, troppi simboli. Tanto che ad un certo punto si è portati a chiedersi se non sia più importante per il regista l’idea del simbolo in sé che non il significato delle singole immagini. L’intento del film è comunque buono: mettere in luce quella zona d’ombra dell’umanità nella quale il legame tra madre e figlia si nutre di odio e non d’amore. Ma, obiettivamente, è un film ridondante. Ciò che disturba di più, e nulla può la splendida interpretazione di Isabelle Huppert, è la forzata impronta di “buonsentimentalismo” aggiunta in coda alla pellicola dal regista Capone che tenta, negli ultimi cinque minuti, di risollevare le sorti di una storia così tragica ma così tanto umana proprio perché priva di falso sentimentalismo. Meglio sarebbe stato se la pellicola fosse terminata con la dichiarazione di odio della madre sulla tomba di  “quell’essere che ho espulso dal mio ventre 23 anni fa”, senza voler a tutti i costi dare allo spettatore l’illusione di una speranza futura poco credibile e, perciò, tirata per i capelli.

Giorni e NuvoleGiorni e Nuvole è, invece, uno dei film più inutili che la storia del cinema italiano ricorderà. Non è brutto, per carità, ma (e non so quanto sia meglio) è assolutamente inutile. Avrei potuto fare due passi al Granicolo, anziché andare a vedere questo film. Oppure mangiare un gelato. O ancora leggere Chi dalla parrucchiera…sarebbe stata la stessa cosa. Margherita Buy e Antonio Albanese sono in crisi perché lui ha perso il lavoro. Cambiano casa, si disperano, lei gli mette le corna, la figlia è una specie di eterna adolescente in conflitto coi genitori…Lui è depresso, a volte euforico, i colloqui di lavoro lo umiliano...E alla fine, non si capisce come la storia si sia risolta. Ripeto, non è brutto, ma se proprio volete passare una serata fuori…fatevi un giro! PS: non sono un tecnico, ma alcune parti di girato sono talmente tremolanti che viene quasi la nausea!

LDell’Uomo Privato dico subito che E’ STATO FISCHIATO IN SALA ALLA PRIMA e non credo che questa sia una bella credenziale per il cinema italiano. E’ un film lentissimo, tanto introspettivo da essere compreso soltanto dal personaggio, ha ambizioni da giallo, ma non è un giallo…è noiosissimo e i dialoghi sono di un artificiosità tale che sembrano quelli di un fumetto. Le premesse sulla carta erano buone, ma la realizzazione ho toppato!

La Giusta DistanzaSi salva, invece, e con grande plauso La Giusta Distanza. Un film godibile, a tratti divertente. Giallo in quello per cui doveva esserlo, romanzo di formazione compiuto per ciò che gli veniva richiesto, tratteggio della provincia italiana in tutte le sue sfaccettature (dalla più bieche alle più caratteristicamente vere). Non solo, ma La Giusta Distanza si rivela anche una grande prova attoriale per tutto il cast. In particolare per Valentina Lodovini, la giovane Mara, credibilissima innamorata e vera spaesata. Un difetto della pellicola va però ammesso: la conclusione è frettolosa. Come diceva la mia maestra “non puoi far finire un tema soltanto perché non hai più voglia di scrivere”!

SuperK non poteva farne a meno! 19:58 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: cinema, film, festival del cinema, cinema italiano, redazione culturale


Essenza

Utente: SuperK
Nome: Francesca
As you like it...è il titolo della mia vita. Le pagine del libro sono in gran parte ancora bianche, ma quelle già scritte non potrebbero essere diverse da come sono (As you like it...)!

Play me...

<BGSOUND src="http://www.micheleacampora.it/musica/01%2DSet%20I%20%2D%20I.%20Minueto.mp3">

Lo pensavo davvero...

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Solo se...

Un comodino polveroso:


I. Allende, La Casa Degli Spiriti
Feltrinelli


J. K. Rowling, Herry Potter e i Doni della Morte
Salani


J. Coe, Donna per Caso Feltrinelli

SIETE PASSATI PER SBAGLIO IN...

*loading*

Push it...

  • Powered by Splinder

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami



L'Italia ripudia le mafie: NON LASCIAMOCI SOLI - www.ammazzatecitutti.org